giovedì 6 febbraio 2014
IL RISVEGLIO SI AVVICINA!
Che si risvegli all'esterno o all'interno:
* La prima cosa da fare, è riempire una ciotola d'acqua e lasciarla nel recinto/terrario, affinché si possa reidratare e farsi il bagno. L'acqua deve preferibilmente essere tiepida, e va cambiata ogni giorno.
Soprattutto non forzatela a uscire dal suo ripostiglio!
*Non tardate nemmeno a lasciarla senza cibo. Non vi preoccupate se non mangia il giorno stesso, a volte necessita una settimana prima che cominci a mangiare (il metabolismo si risveglia pian piano dopo un lungo sonno). Sono da preferire alimenti di facile digestione per la prima settimana dal risveglio (insalata, cetrioli..)
*Osservatela, senza toccarla! Guardate se tutto va bene (occhi lucidi, naso secco, unghie, zampe, ferite, ecc...). E' normale che sia poco dinamica, anche se alcune tartarughe tendono a essere piu' energetiche; tutto varia da esemplare a esemplare.
*Non rientratela subito al caldo per evitare sbalzi termici, lasciatela giorno e notte nel suo ripostiglio (oppure rientratela a patto che la temperatura esterna si avvicini a quella della vostra casa).
*Passati alcuni giorni, pesatela, in modo tale da vedere se non ha perso troppo peso durante il letargo, e scrivetevelo sulla sua scheda sanitaria.
Attenzione: se al risveglio della vostra tartaruga notate qualcosa di anormale (occhi gonfi, grande fatica negli spostamenti, perdita di peso importante ecc...) è importante agire rapidamente, poiché si tratta di un momento di fragilità nella vita di una tartaruga!
mercoledì 12 ottobre 2011
IL LUNGO SONNO
tutti i rettili, anche le tartarughe sono animali eterotermi,ovvero la loro temperatura corporea é uguale a quella dell'ambiente esterno, a differenza dei mammiferi che sono dotati di strutture tali da mantenere il corpo a temperatura costante. Quindi se le temperature superano determinati valori, diventando troppo alte o troppo basse, le tartarughe entrano in uno stato di vita latente riducendo ogni tipo di attività. Tale meccanismo metabolico é chiamato letargo o ibernazione quando si vefrifica per il freddo, estivazione se dovuto al caldo. Quasi tutte le specie interessate da questo comportamento, a parte quelle originarie dai climi piu' caldi che tutt'al piu' trascorrono alcuni periodi di brunazione, sorta di latenza piu' breve e a temp. piu' miti mai sottozero. Quando dunque cominciano ad avvertire delle condizioni climatiche che vanno circa sotto i 15°C e sopra i 35°C, le tartarughe individuano un luogo riparato dove sistemarsi praticamente immobili, senza mangiare, fino a che la temperatura non varia nuovamente, risalendo o scendendo. Le tartarughe di terra tendono a seppellirsi parzialmente se non totalmente sotto la sabbia o materiale simile, mentre quelle acquatiche si ritirano nel fango sott'acqua. Lo scopo é per tutte quello di ridurre l'influenza diretta della temp. ambientale e conservare la temp. minima vitale. Del loro habitat originario, entrano in ibernazione naturalmente con il calore della temperatura, trovandosi da sole, il rifugio ideale. Al limite, per favorire l'interramento delle specie terrestri, é possibile rimuovere il terreno con una vanga scavabile, cosi' come eventualmente potrebbe essere utile ricoprire ulteriormente gli animali interrati con uno strato di foglie secche o anche con della paglia.In qualunque caso, prima del periodo di letargo é bene lasciare digiuni gli animali (ma questa é solo una teoria, alcune persone dicono il contrario) in modo da assicurare lo svuotamento delle viscere e scongiugare il periodo di fermentazioni intestinali.
La temperatura verrà modificata regolarmente, fino ad abbassarsi a 15°C; nello stesso periodo, il digiuno verrà raggiunto gradualmente fino alla totale astinenza, cosi' come vanno ridotte le ore di luce. Se si tratta di tartarughe terrestri, una volta raggiunte le condizioni ottimali, é sufficiente sistemarle in una cassetta di poco piu' grande di loro, riempita di terriccio morbido (senza materiale chimico) sabbia e paglia o foglie secche. La cassetta verrà collocata, coperta ma non chiusa, in un luogo ben aerato, tranquillo e con temp. tra i 5°C-10°C.
E' importante che le temp. rimangano costanti fino al momento del risveglio, che l'umidità della terra sia costante (si rischia la morte per disidratazione) e che gli animali ibernati non corrano il rischio di essere aggrediti nel sonno da predatori (é gia capitato, spesso sono ratti e furetti). Dunque assicuratevi che la posizione scelta sia adeguata.
Anche le tartarughe semiacquatiche vanno riposte in piccoli contenitori, con uno strato di acqua in grado di coprirle, ma che consenta nello stesso tempo di respirare semplicemente allungando il collo, facendo emergere le narici. Le specie acquatiche sono spesso dotate di un sistema di respirazione alternativo, grazie al quale non necessitano nemmeno di emergere di quando in quando e assorbono l'ossigeno dall'acqua. Anche in questo caso é bene sistemare i contenitori in un luogo protetto (anche dal cane o dal gatto). Durante il letargo é buona norma controllare periodicamente gli animali, senza disturbarli troppo ma verificando lo stato di umidità della terra. Nelle specie acquatiche é importante cambiare l'acqua un cui sono immerse una volta al mese, avendo cura di utilizzare acqua della medesima temperatura, ed eventualmente spazzolando delicatamente il carapace dalle alghe che possono essersi formate.
La durata dell'ibernazione puo' variare dai 2 ai 4 mesi, in un periodo variabile tra ottobre e marzo.
Questo é tutto, spero di esservi stato d'aiuto per il letargo delle vostre buffe inquiline, in caso di altri dubbi, potete contattarmi via indirizzo e-mail!
sabato 27 agosto 2011
EMYDOIDEA BLANDINGII
Una caratteristica distintiva di questa tartaruga é la gola di un color giallo brillante. Il suo carapace punteggiato da numerose macchie di color giallo è a cupola ed è leggermente allungato. Il piastrone è giallo con macchie scure simmetriche. La testa e le zampe sono scure, spesso macchiettate nello stesso modo del carapace.
L'Emydoidea blandingii é diffusa nella zona nord orientale degli Stati Uniti (Nebraska, Illinois, New England, Maine...) e nel Canada centro meriodionale.
Questa tartaruga palustre la si trova generalmente in corsi d'acqua lenti, nei fondali fangosi poco profondi ma passa anche parecchio tempo sulla terraferma, su rocce o nel sottobosco.
Contrariamente a molte altre tartarughe palustri ha abitudini prevalentemente giornaliere. Si adattano piuttosto bene ai nostri climi, questo ci permette di allevarle all'aperto tutto l'anno (se ambientate nel modo giusto) in un laghetto profondo almeno 1 metro con 20-25 cm di fondo melmoso e con piante acquatiche.
Puo' essere allevata in acquaterrario fino alla taglia di 6-7 cm con acqua alta quanto la lunghezza dell'animale con una zona meno profonda. La temperatura dell'acqua tra i 23 e i 25°C.
Va in letargo dai primi di novembre a meta' marzo, nel fondale fangoso. Sconsigliato agli esemplari giovani o malati.
martedì 10 novembre 2009
BRRR CHE FREDDO
Anche nel caso in cui le tartarughe siano allevate in casa é bene far rispettare loro un periodo annuale di letargo - ovviamente se appartengono a una specie che in natura segue tale comportamento- Pare infatti che negli esemplari adulti, una pausa sia indispensabile per la maturazione delle cellule riproduttive e per il rilascio ormonale necessario per l'accoppiamento fecondo nel periodo immediatamente seguente il risveglio.
In qualunque caso, prima del periodo di letargo é bene lasciare digiuni gli animali (ma questa é solo una teoria, alcune persone dicono il contrario) in modo da assicurare lo svuotamento delle viscere e scongiugare il periodo di fermentazioni intestinali.
La temperatura verrà modificata regolarmente, fino ad abbassarsi a 15°C; nello stesso periodo, il digiuno verrà raggiunto gradualmente fino alla totale astinenza, cosi' come vanno ridotte le ore di luce. Se si tratta di tartarughe terrestri, una volta raggiunte le condizioni ottimali, é sufficiente sistemarle in una cassetta di poco piu' grande di loro, riempita di terriccio morbido (senza materiale chimico) sabbia e paglia o foglie secche. La cassetta verrà collocata, coperta ma non chiusa, in un luogo ben aerato, tranquillo e con temp. tra i 5°C-10°C.
E' importante che le temp. rimangano costanti fino al momento del risveglio, che l'umidità della terra sia costante (si rischia la morte per disidratazione) e che gli animali ibernati non corrano il rischio di essere aggrediti nel sonno da predatori (é gia capitato, spesso sono ratti e furetti). Dunque assicuratevi che la posizione scelta sia adeguata.
Anche le tartarughe semiacquatiche vanno riposte in piccoli contenitori, con uno strato di acqua in grado di coprirle, ma che consenta nello stesso tempo di respirare semplicemente allungando il collo, facendo emergere le narici. Le specie acquatiche sono spesso dotate di un sistema di respirazione alternativo, grazie al quale non necessitano nemmeno di emergere di quando in quando e assorbono l'ossigeno dall'acqua. Anche in questo caso é bene sistemare i contenitori in un luogo protetto (anche dal cane o dal gatto). Durante il letargo é buona norma controllare periodicamente gli animali, senza disturbarli troppo ma verificando lo stato di umidità della terra. Nelle specie acquatiche é importante cambiare l'acqua un cui sono immerse una volta al mese, avendo cura di utilizzare acqua della medesima temperatura, ed eventualmente spazzolando delicatamente il carapace dalle alghe che possono essersi formate.
La durata dell'ibernazione puo' variare dai 2 ai 4 mesi, in un periodo variabile tra ottobre e marzo.
Questo é tutto, spero di esservi stato d'aiuto per il letargo delle vostre buffe inquiline, in caso di altri dubbi, potete contattarmi via indirizzo e-mail!
lunedì 18 maggio 2009
PICCOLE REGOLE PER PICCOLE TARTARUGHE
Il letargo per le baby tartarughe è sconsigliato o, quantomeno, rischioso, se si tratta di esemplari nati in settembre o ottobre, quindi decisamente piccoli al momento critico. Il pericolo che non si risveglino è piuttosto alto. Le piccoline infatti non hanno un metabolismo abbastanza robusto, nè scorte "fisiche" sufficienti a coprire il pericolo in cui non si nutriranno. Daltro canto, saltare completamente la fase di ibernazione negli esemplari piccoli, ma non neonati, può essere altrettanto problematico, con disturbi connessi allo sviluppo della struttura ossea e agli organi interni.Alcuni allevatori, come alternativa al mantenimento forzato in attività, conisgliano un letargo breve, della durata di 45-70 giorni, facendo attenzione in particolare alla temperatura. Se fa troppo freddo, la massa corporea della baby tartaruga non sarebbe sufficiente per salvarla dal congelamento; se fa più caldo, il rischio è una riattivazione del metabolismo pur senza risveglio - e dunque senza alimentazione - , cosa che potrebbe a esaurire rapidamente le energie di riserva. Particolare attenzione andrà riservata anche al momento del risveglio: la gradualità nella ripresa delle attività è fondamentale.
lunedì 5 novembre 2007
giovedì 18 ottobre 2007
STA ARRIVANDO...
In Costa Rica, sulla spiaggia Ostional, 350 chilometri a nordovest di San Jose, c’è un appuntamento eccezionale. Se lo danno ogni mese migliaia di tartarughe per deporre le loro uova (un centinaio a testa) sulla sabbia nera. L’arribada (come è chiamato questo spettacolare sbarco) coincide con il terzo quarto e la luna piena, soprattutto nei mesi compresi tra luglio e settembre.
Ne arrivano così tante che i nidi costruiti dalle prime vengono spesso distrutti dalle successive ondate. Il grande numero di uova deposte ne consente la raccolta da parte della popolazione locale durante le prime 36 ore (unico luogo al mondo dove succede): quelle raccolte rappresentano comunque solo l’un per cento del totale.
La più grande arribada mai registrata è stata quella del 1995, quando sbarcarono sulla spiaggia circa 500 mila femmine di tartaruga.
