
TARTA-RUGHE
BENVENUTO SU TARTA-RUGHE!!! QUESTO BLOG E' DEDICATO ALL'AFFASCINANTE MONDO DELLE TARTARUGHE SIA ACQUATICHE CHE TERRESTRI.
sabato 5 novembre 2011
CHI MI CURA?

mercoledì 12 ottobre 2011
IL LUNGO SONNO
tutti i rettili, anche le tartarughe sono animali eterotermi,ovvero la loro temperatura corporea é uguale a quella dell'ambiente esterno, a differenza dei mammiferi che sono dotati di strutture tali da mantenere il corpo a temperatura costante. Quindi se le temperature superano determinati valori, diventando troppo alte o troppo basse, le tartarughe entrano in uno stato di vita latente riducendo ogni tipo di attività. Tale meccanismo metabolico é chiamato letargo o ibernazione quando si vefrifica per il freddo, estivazione se dovuto al caldo. Quasi tutte le specie interessate da questo comportamento, a parte quelle originarie dai climi piu' caldi che tutt'al piu' trascorrono alcuni periodi di brunazione, sorta di latenza piu' breve e a temp. piu' miti mai sottozero. Quando dunque cominciano ad avvertire delle condizioni climatiche che vanno circa sotto i 15°C e sopra i 35°C, le tartarughe individuano un luogo riparato dove sistemarsi praticamente immobili, senza mangiare, fino a che la temperatura non varia nuovamente, risalendo o scendendo. Le tartarughe di terra tendono a seppellirsi parzialmente se non totalmente sotto la sabbia o materiale simile, mentre quelle acquatiche si ritirano nel fango sott'acqua. Lo scopo é per tutte quello di ridurre l'influenza diretta della temp. ambientale e conservare la temp. minima vitale. Del loro habitat originario, entrano in ibernazione naturalmente con il calore della temperatura, trovandosi da sole, il rifugio ideale. Al limite, per favorire l'interramento delle specie terrestri, é possibile rimuovere il terreno con una vanga scavabile, cosi' come eventualmente potrebbe essere utile ricoprire ulteriormente gli animali interrati con uno strato di foglie secche o anche con della paglia.In qualunque caso, prima del periodo di letargo é bene lasciare digiuni gli animali (ma questa é solo una teoria, alcune persone dicono il contrario) in modo da assicurare lo svuotamento delle viscere e scongiugare il periodo di fermentazioni intestinali.
La temperatura verrà modificata regolarmente, fino ad abbassarsi a 15°C; nello stesso periodo, il digiuno verrà raggiunto gradualmente fino alla totale astinenza, cosi' come vanno ridotte le ore di luce. Se si tratta di tartarughe terrestri, una volta raggiunte le condizioni ottimali, é sufficiente sistemarle in una cassetta di poco piu' grande di loro, riempita di terriccio morbido (senza materiale chimico) sabbia e paglia o foglie secche. La cassetta verrà collocata, coperta ma non chiusa, in un luogo ben aerato, tranquillo e con temp. tra i 5°C-10°C.
E' importante che le temp. rimangano costanti fino al momento del risveglio, che l'umidità della terra sia costante (si rischia la morte per disidratazione) e che gli animali ibernati non corrano il rischio di essere aggrediti nel sonno da predatori (é gia capitato, spesso sono ratti e furetti). Dunque assicuratevi che la posizione scelta sia adeguata.
Anche le tartarughe semiacquatiche vanno riposte in piccoli contenitori, con uno strato di acqua in grado di coprirle, ma che consenta nello stesso tempo di respirare semplicemente allungando il collo, facendo emergere le narici. Le specie acquatiche sono spesso dotate di un sistema di respirazione alternativo, grazie al quale non necessitano nemmeno di emergere di quando in quando e assorbono l'ossigeno dall'acqua. Anche in questo caso é bene sistemare i contenitori in un luogo protetto (anche dal cane o dal gatto). Durante il letargo é buona norma controllare periodicamente gli animali, senza disturbarli troppo ma verificando lo stato di umidità della terra. Nelle specie acquatiche é importante cambiare l'acqua un cui sono immerse una volta al mese, avendo cura di utilizzare acqua della medesima temperatura, ed eventualmente spazzolando delicatamente il carapace dalle alghe che possono essersi formate.
La durata dell'ibernazione puo' variare dai 2 ai 4 mesi, in un periodo variabile tra ottobre e marzo.
Questo é tutto, spero di esservi stato d'aiuto per il letargo delle vostre buffe inquiline, in caso di altri dubbi, potete contattarmi via indirizzo e-mail!
mercoledì 21 settembre 2011
SALVATA UNA TARTARUGA LIUTO (NEWS)
Un evento alquanto raro per le acque di Alghero, che si è verificato sabato scorso e di cui si è avuta notizia solo quest'oggi. La segnalazione sarebbe arrivata dall'equipaggio di un gommone che svolge il servizio di informazione e sensibilizzazione nel golfo di Alghero. Immediato successivamente l'intervento degli esperti.
domenica 28 agosto 2011
sabato 27 agosto 2011
EMYDOIDEA BLANDINGII
Una caratteristica distintiva di questa tartaruga é la gola di un color giallo brillante. Il suo carapace punteggiato da numerose macchie di color giallo è a cupola ed è leggermente allungato. Il piastrone è giallo con macchie scure simmetriche. La testa e le zampe sono scure, spesso macchiettate nello stesso modo del carapace.
L'Emydoidea blandingii é diffusa nella zona nord orientale degli Stati Uniti (Nebraska, Illinois, New England, Maine...) e nel Canada centro meriodionale.
Questa tartaruga palustre la si trova generalmente in corsi d'acqua lenti, nei fondali fangosi poco profondi ma passa anche parecchio tempo sulla terraferma, su rocce o nel sottobosco.
Contrariamente a molte altre tartarughe palustri ha abitudini prevalentemente giornaliere. Si adattano piuttosto bene ai nostri climi, questo ci permette di allevarle all'aperto tutto l'anno (se ambientate nel modo giusto) in un laghetto profondo almeno 1 metro con 20-25 cm di fondo melmoso e con piante acquatiche.
Puo' essere allevata in acquaterrario fino alla taglia di 6-7 cm con acqua alta quanto la lunghezza dell'animale con una zona meno profonda. La temperatura dell'acqua tra i 23 e i 25°C.
Va in letargo dai primi di novembre a meta' marzo, nel fondale fangoso. Sconsigliato agli esemplari giovani o malati.
lunedì 25 luglio 2011
SALVATA UNA TARTARUGA "ROSA"
giovedì 16 giugno 2011
UN MEDITERRANEO DI QUALITA'
lunedì 9 maggio 2011
LE IMMERSIONI DELLE TURTLE PATROL
Le tartarughe marine hanno molti nemici: i pescatori, le barche, l’inquinamento, la distruzione del loro habitat, la predazione delle uova. Eppure questa antichissima specie che vive fino a cent’anni e che durante la vita compie più volte il giro del mondo, ce la sta facendo, grazie soprattutto alle iniziative intraprese dalle associazioni ecologiste. Nelle isole del Borneo uno degli habitat marini più intatti, il Wwfe il Sabah Wildlife Department sono riusciti a sensibilizzare i piccoli resort, dove ogni subacqueo sogna di andare almeno una volta durante la vita.Nelle isole di Pom pom e di Mataking sono stati avviati dei programmi di tutela, che, sotto la guida di biologi marini, proteggono le uova, raccogliendole prima che siano predate o asportate, visto che già normalmente l’indice di sopravvivenza è bassissimo: si aggira intorno all’1%. Quattro delle sette specie esistenti vivono lungo le coste malesi.
Di notte, monitorate dalle pattuglie di volontari, salgono sulle spiagge a depositare le uova. Dopo accurate ricerche, la tartaruga madre rilascia in un buco dalle 50 alle 200 uova e quindi ridiscende in acqua. È allora che intervengono le Turtle Patrol, che raccolgono le uova per seppellirle nella sabbia della nursery appositamente allestita a 25 cm di profondità. Dopo due mesi il piccolo rompe l’uovo e scava fino alla superficie alla ricerca del mare. Per sottrarle ai numerosi predatori, dai granchi agli uccelli marini, senza dimenticare l’uomo stesso, le baby-turtles vengono portate in un’apposita vasca dove restano alcune settimane.

Crescendo, risultano infatti meno vulnerabili e alla fine vengono rilasciate nel mare, di solito verso sera. Si stabiliranno nelle zone circostanti ricche di vegetazione marina. Quando raggiungeranno una quarantina di centimetri, inizieranno la loro migrazione che le porterà anche molto lontano. Ma in genere dopo venti-trent’anni anni le tartarughe ritorneranno per la riproduzione nello stesso punto del globo in cui sono nate. Per questo oggi il mare intorno a Pom Pom e a Mataking è ricchissimo di tartarughe.Nuotano accanto a voi, quasi volando in poco più di un metro d’acqua, e vi osservano con lo sguardo distaccato di chi ha visto tutti i mari del mondo.
Fonte: Corriere della sera
martedì 19 aprile 2011
BLOG IN FERIE
LE VOSTRE IMMAGINI
sabato 9 aprile 2011
LE VOSTRE IMMAGINI
IL SOLITARIO GEORGE GUIDA LA CLASSIFICA DELLE TARTARUGHE IN ESTINZIONE
Si chiama 'Lonesome George, letteralmente 'il solitario George', ed ha un triste primato: questo esemplare di tartaruga Chelonoidis abingdoni, e' l'unico rimasto della sua specie, ed e' ovviamente il piu' in pericolo di estinzione del mondo. La 'classifica' delle 25 specie piu' a rischio e' stata stilata dalla Ong Turtle Conservation Coalition nel rapporto 'Turtle in Danger', che ha lanciato l'allarme sulle condizioni di questi animali, sempre piu' minacciati. "La crisi delle tartarughe e' peggiorata molto negli ultimi 15-20 anni - scrivono gli autori - le tartarughe sono sempre state usate in maniera sostenibile, ma non e' piu' cosi'. Ora vengono sempre di piu' catturate per essere usate come cibo, nella medicina tradizionale asiatica e per il traffico di animali, e tutti questi usi sono aumentati a causa della crescente economia cinese. Anche gli habitat sono minacciati dall'inquinamento e dallo sfruttamento umano".
Delle 25 specie in classifica (ma secondo il rapporto meta' delle 300 conosciute sono a rischio), 17 vivono in Asia, mentre le altre sono distribuite in Sudamerica, come Lonesome George che vive alle Galapagos, Africa e Australia. In Asia vive la seconda in classifica, della specie Rafetus swinhoei, di cui sono rimasti solo 4 esemplari, tre maschi e una femmina.
"Per salvare le tartarughe serve un lavoro intenso che richiede molte persone e molti fondi - hanno spiegato i ricercatori che hanno stilato il rapporto a Singapore, dove e' stato presentato - ma nello stesso tempo l'insaziabile richiesta di tartarughe da parte dell'uomo non accenna a calare".
lunedì 21 marzo 2011
LE VOSTRE FOTO
Ecco Bruno e Raimondo, due Testudo Hermanni di circa 2 anni:
Ed ecco la piccola Sandra, grande quanto una moneta da 2 euro
Foto di famiglia, da sinistra verso destra-Bruno, Sandra e Raimondo




